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Nel Piceno l'antico ciclo della canapa

Artigianato proprio della famiglia mezzadrile, quello del telaio e della tessitura, entra a far parte, sin dal XVI secolo, dell’economia domestica per restarvi fino alla metà del Novecento.

L’estrazione della fibra tessile e le successive fasi di lavorazione della canapa in particolare sono parte di lunghi procedimenti che richiedono pazienza, competenza e passione.

Si passa dalla semina e coltivazione delle piante alla raccolta delle canne che, con riferimento alla specie piantata, la Fibranova (autorizzata dallo Stato per il suo inesistente contenuto di sostanza stupefacente), possono raggiungere la lunghezza di quattro metri. Le canne vanno poste a seccare, quindi a macerare, per separare la parte interna legnosa da quella esterna, da cui si ricaverà la fibra tessile.

La materia prima ottenuta viene ulteriormente posta a seccare. A questo punto è pronta per essere sottoposta a battitura con la “macigna”, attrezzo in legno che consente di sfibrare la canapa rendendola sempre più sottile. La fase successiva si avvale dell’ausilio della “ciavola” che sfibra ulteriormente la canapa.

La pettinatura è l’ultima delle fasi preparatorie della fibra, prima della filatura all’arcolaio. Passando le fibre sui pettini la canapa viene sgrossata e preparata per la filatura.

Si giunge infine alla fase dell’orditura. Come tutte le altre fasi di questa fedele ricostruzione del ciclo della canapa, quella dell’orditura è caratterizzata dall’applicazione di tecniche tradizionali, in questo caso la classica “orditura a muro”.

A questo punto la preparazione della fibra tessile per la tessitura è terminata e ha quindi inizio la complessa preparazione del telaio.


Per assistere alla lavorazione della canapa al telaio:

Fattoria “Lu Mucchiu”
Renato Ferretti
C.da Monte Renzo, 29
63039 S. Benedetto del Tronto (AP)
Tel: 0735 656409