Gli eventi nel Piceno
Paglia, vimini e cappelli

L’artigianato della paglia nel Piceno è caratterizzato dal recupero di materiale di scarto delle produzioni agricole. Già nel Settecento si definisce un’area produttiva specifica, compresa tra Falerone, Monte Vidon Corrado, Montappone e Massa Fermana (paesi della treccia).

Nella lavorazione della treccia, prodotto primo nella lavorazione della paglia per la confezione dei manufatti, è impegnata la quasi totalità della popolazione. Il momento di massimo splendore per la lavorazione della paglia, in particolare per la fabbricazione di cappelli, è il 1800: alla fine del secolo i cappelli confezionati nel Piceno (alcuni milioni di esemplari) hanno un mercato florido nelle città italiane, europee e statunitensi. I prodotti vanno inoltre dai cesti alle pagliarole, dai ventagli alle stuoie, dai portasigari ai sottolumi.

Oggi sono ancora circa cinquanta i laboratori artigianali in funzione tra Massa Fermana e Montappone. Alla lavorazione della paglia si accompagna quella della rafia, del giunco e del mais, per la produzione di accessori d’abbigliamento, articoli d’arredamento, manufatti di rivestimento per contenitori e bottiglie, e cestini.

La lavorazione del vimini, e di giunco e bambù, si è estesa dal distretto piceno della paglia alla provincia di Macerata dove, specie a Mogliano, è divenuta una delle attività artigianali prevalenti. Nella provincia di Pesaro-Urbino, l’intreccio del vimini caratterizza l’artigianato di Cartoceto.
 

Il cappello di paglia nasce dall’arte antica di intrecciare steli di grano.