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I Parchi Archeologici delle Marche

Con la mostra itinerante “Piceni popolo d’Europa” 1999-2001, la Regione Marche, di concerto con Soprintendenza Archeologica, Università, Province e Comuni, inaugura un lusinghiero periodo positivo per i beni culturali, con la creazione di una normativa adeguata che riordina, mette in rete e valorizza il ricco patrimonio diffuso. Questa operazione culturale ha rilanciato le Marche in ambito nazionale ed internazionale come un grande “Museo a cielo aperto”.

Anche l’archeologia viene presentata al grande pubblico con la costituzione di nuovi musei, parchi, aree archeologiche e la proposta di redazione di una Carta archeologica regionale.

Per quanto riguarda l’archeologia nello specifico, con la Legge Regionale n° 16 del 1994, la Regione Marche ha predisposto le “Norme per la salvaguardia e la valorizzazione del Sistema archeologico regionale”, costituito da Parchi ed Aree archeologiche e dalla presenza delle due strade consolari Salaria e Flaminia.

Il Parco archeologico, recita l’art. 2, “è un ambito territoriale caratterizzato da evidenze di carattere archeologico, storico, monumentale e ambientale, in cui le presenze archeologiche costituiscono la peculiarità prevalente; allo stesso è annesso un museo archeologico locale in cui sono conservati i reperti rinvenuti in scavi passati o recenti”.

In questo ambito sono individuate zone sottoposte a tutela integrale ed altre a tutela orientata dagli Enti territoriali e Soprintendenza archeologica, al fine di disciplinare i valori paesaggistico-territoriali in maniera unitaria (cfr. L.R. 26/87 “Piano Paesistico Ambientale Regionale”) finalizzati a completare la salvaguardia dei monumenti in un quadro naturalistico integrato.

L’Area archeologica, invece, è una realtà meno complessa in cui coesistono soltanto alcuni dei requisiti menzionati.

Con questa legge innovativa (si pensi che si inizia a parlare di parchi archeologici solo dagli anni ’80 del ‘900 e che il più grande Parco archeologico del mondo, quello dell’Appia Antica, è stato riconosciuto dalla Regione Lazio nel 1988), sono stati istituiti 7 Parchi e 24 Aree archeologiche regionali, che, uniti ai 50 musei e alle complessive 35 città romane, hanno dato alle Marche un posto di “Regione archeologica”.


Germano Vitelli

 

(Cupra Marittima, AP)
(Falerone, FM)
(Urbisaglia, MC)
(Sassoferrato, AN)
(Castelleone di Suasa, AN)
(San Severino Marche, MC)
(Fossombrone, PU)