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Monteprandone: i codici di San Giacomo della Marca
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La biblioteca allestita da S. Giacomo della Marca per il convento di S. Maria delle Grazie a Monteprandone Ŕ tra le pi¨ studiate collezioni francescane di libri del XV secolo. Tra i motivi di questo interesse, la buona conservazione di molti dei volumi della collezione, e la connessa disponibilitÓ di inventari e annotazioni antiche. Alcuni dei codici, precisamente 61, sono tuttora conservati a Monteprandone presso il Museo civico.

Il gusto artistico di S. Giacomo, raccoglitore di codici e bibliofilo, risale alla stagione gotica del libro universitario, legato in parte a motivi di studio distanti dall’Umanesimo più puro del periodo, ma in piena coerenza con i suoi obiettivi apostolici e culturali.

Il suo intento è quello di dotare il convento di buoni libri e creare una biblioteca ben organizzata in un periodo in cui nascono e si rinnovano biblioteche importanti e moderne, come quella di San Marco a Firenze, la Vaticana a Roma, la Malatestiana a Cesena. Nelle Marche nascono proprio in quegli anni due nuove biblioteche signorili, quella degli Sforza di Pesaro e la sfarzosa biblioteca di Federico da Montefeltro a Urbino.

Spinto da un vero e proprio amore per i libri, S. Giacomo manifesta fin dalla creazione iniziale della biblioteca grande attenzione e cura per la sua conservazione e la salvaguardia del suo patrimonio culturale, ottenendo da Papa Pio II, nel 1462, la bolla che sancisce la scomunica a chiunque sottragga libri o non li restituisca a tempo debito.

Nella biblioteca di sua fondazione, S. Giacomo accoglie esclusivamente libri legati a precise motivazioni ed esigenze culturali. Nessun libro è scelto infatti per il puro ed esclusivo piacere della lettura: i libri sono ritenuti prima di tutto fonte di meditazione e strumenti per la predicazione.

La biblioteca di S. Giacomo è costituita da cinque sezioni: quella dei classici, testi utilizzati per la predicazione e l’insegnamento del latino; la sezione dedicata ai testi sui Padri della chiesa, in particolar modo Sant’Agostino e S. Girolamo. Il nucleo maggiore è però quello dei testi degli autori scolastici, quasi tutti autori francescani; infine un gruppo di testi di diritto e di manuali di base per la grammatica.

La biblioteca è quindi orientata sia verso studi teologici di tipo pratico sia verso una facile e veloce consultazione da parte dei frati. Anche per questo motivo, tutti i codici sono in scrittura gotica, poco consona al periodo ma prediletta dai confratelli del convento di S. Giacomo.

S. Giacomo compila inoltre di propria mano l’inventario dei codici della biblioteca di Monteprandone. L’importanza di questi cataloghi, oltre all’evidente rilevanza di documenti che illustrano la reale organizzazione dell’antica biblioteca, è legata alla dimostrazione che offre del grado di consapevolezza raggiunto in termini di organizzazione bibliografica.

La biblioteca del convento continua ad arricchire la propria offerta libraria anche dopo la morte di S. Giacomo, raggiungendo i 700-800 volumi. Purtroppo, però, neanche la bolla di Pio II riesce a impedire, nel 1777, il trafugamento di alcuni libri della biblioteca.

Tra i 61 codici esposti a Monteprandone, alcuni presentano miniature e decorazioni di grande interesse. Una parte dei codici è realizzata su pergamena membranacea color avorio e di spessore medio.

Molti codici sono su supporto in pergamena poco raffinata, in fogli spessi, di colore scuro e con difetti evidenti come la presenza di nervature. La scelta di questo materiale è guidata da motivazioni economico-pratiche: le opere realizzate con questo tipo di materiale sono infatti prontuari e libri di veloce consultazione che non necessitano un elevato livello di raffinatezza. I tipi di legatura sono i più disparati e solo pochi sono ancora quelli originali.

Un’altra caratteristica dei codici di Monteprandone è il piccolo formato: alcuni dei volumi, i cosiddetti “codici da bisaccia”, sono di piccolissime dimensioni essendo usati nella predicazione e nello studio e necessitando quindi di un facile e pratico trasporto. 
 

La casa di terra Ŕ un modulo abitativo primordiale ancora in uso in molte etnie contemporanee. Un aspetto del patrimonio diffuso e del paesaggio agrario ancora presente nella nostra regione, e a tutti gli effetti degno di essere salvaguardato. Esistono ancora significativi esempi, molti dei quali censiti e studiati, altri meno noti, come quello di Spinetoli, recuperato di recente.
La biblioteca allestita da S. Giacomo della Marca per il convento di S. Maria delle Grazie a Monteprandone Ŕ tra le pi¨ studiate collezioni francescane di libri del XV secolo. Tra i motivi di questo interesse, la buona conservazione di molti dei volumi della collezione, e la connessa disponibilitÓ di inventari e annotazioni antiche. Alcuni dei codici, precisamente 61, sono tuttora conservati a Monteprandone presso il Museo civico.