Gli eventi nel Piceno
Frutti tipici, gelati e golosità d’estate
L’estate, i colori della frutta matura, il gusto delle specialità più fresche e gustose.

Il Piceno e tutte le Marche offrono un panorama di stupende tipicità in questo campo.
Lamponi e frutti di bosco, dolci e irrinunciabili, si adattano a tutte le ricette più amate di marmellate e frutta sciroppata. Proprio quest’ultima è una delle conserve più tipiche di Matelica, nella provincia di Macerata.

I lamponi sciroppati sono una specialità gastronomica estremamente semplice e naturale, a base di lamponi, acqua e zucchero. I frutti non troppo maturi, raccolti da luglio a settembre, sono lavati in modo accurato e riposti in barattoli di vetro. A questo punto si prepara lo sciroppo classico, versando zucchero e acqua fredda in un tegame e lasciando bollire per qualche minuto. Ancora caldo, lo sciroppo va a coprire i lamponi nei vasi, infine chiusi ermeticamente e conservati in luogo asciutto, fresco e al riparo dalla luce.

Ancora meno ingredienti per una semplicissima marmellata di lamponi della tradizione, nelle zone alto-collinari e montane delle Marche, solo a base di frutta e un po’ di zucchero. I lamponi si mettono direttamente sul fuoco e si lasciano bollire per venti minuti. Si passa al setaccio il composto ottenuto e si rimette sul fuoco aggiungendo un po’ di zucchero. Si fa quindi bollire di nuovo fino a quando non si raggiunge la densità che si desidera per la marmellata.

Zucchero e un po’ di limone arricchiscono l’ottima marmellata di ribes, diffusa nelle aree d’alta collina e montagna di tutte le Marche. Dai ribes ad altri splendidi frutti di bosco, le more. More di rovo, zucchero e limone per la classica marmellata di more della nonna, ma anche una particolare e altrettanto buona marmellata di more di gelso, diffusa in tutte le Marche e in particolare nella zona di Macerata.

Scendendo verso il mare, lungo dorsali collinari e valli, ecco gli ampi frutteti, come i bellissimi pescheti in fiore a primavera lungo la Val d’Aso (nel Fermano), poi carichi di frutti in estate. Il pesco è la specie più rappresentata nella Val d’Aso e la più rinomata da sempre: a decantare le qualità della “persica” picena, infatti, erano già i poeti romani Orazio e Giovenale.

Pesche classiche, nettarine, genovesi, la produzione della Val d’Aso è ricca di varietà e qualità, durante tutta la stagione estiva: le più diffuse nei pescheti del territorio sono le profumatissime pesche classiche a pasta gialla e le nettarine a pasta gialla.

Sempre a proposito di pesche, ecco un’altra golosità estiva del territorio marchigiano, un intramontabile classico: la granita. A chi pensa che sia solo un prodotto tipico della tradizione siciliana, Montelabbate, centro della provincia di Pesaro-Urbino, ne propone una sua indimenticabile versione: una profumatissima granita a base di pesche.

La sua caratteristica principale è la consistenza cremosa: la granita con le pesche di Montelabbate, anche detta “grattamarianna” soprattutto nel Fanese, è infatti preparata solo con frutta, in pezzi di circa un centimetro, e succo, amalgamati con zucchero e acqua. Il passaggio successivo e fondamentale è quello della mantecazione, che porta a creare il composto denso e cremoso che rende inimitabile la granita con le pesche di Montelabbate.

Divertente e tipica era anche la conservazione e vendita della granita per le vie del paese con il tanto amato carrettino a pedali del gelataio. Oggi il carrettino in stile gira ancora, soprattutto lungo le spiagge del litorale pesarese nella bella stagione per allietare e rinfrescare i palati dei villeggianti.

È ancora il territorio della provincia di Pesaro-Urbino ad essere protagonista di una produzione altamente apprezzata e celebrata, quella della visciola di Cantiano, varietà iscritta nell’elenco ufficiale dei prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Marche. La visciola è un pregiato frutto estivo, una particolare ciliegia selvatica (Prunus cerasus), di forma ovata e di colore rosso scuro, che per le sue doti di profumo e sapore è l’interprete unico di una gamma incredibile di produzioni gastronomiche.

Nella particolare zona di Cantiano, lungo l’antica Via Flaminia, il visciolo, che fa parte del genere “ciliegio acido”, cresce spontaneamente e i suoi frutti sono ancora oggi raccolti e trasformati in tante ricette della tradizione, con la sola aggiunta, di volta in volta, di zucchero o vino rosso, e al massimo di spezie come la cannella e i chiodi di garofano, per arricchire il prodotto finale di ulteriori note aromatiche.


Laura Ricci