Gli eventi nel Piceno
Il Polo Museale San Francesco a Montefiore dell’Aso
Nel cuore delle Marche, un piccolo borgo circondato da mura medioevali si affaccia sulla Valle del fiume Aso, che in soli 73 km dai Monti Sibillini sfocia nel Mare Adriatico.

Alla fine del 1200, poco dopo la morte di San Francesco d’Assisi, una comunità di frati francescani dà inizio a Montefiore dell’Aso alla fabbrica del Convento che oggi ospita il Polo Museale San Francesco. Costruito all’estremità del paese, il Convento gode ancor oggi di un incantevole paesaggio.

Il convento conservava la struttura architettonica originaria. Il complesso purtroppo era rimasto abbandonato per oltre un secolo, successivamente sede per le scuole, poi centro di raccolta per gli sfollati della Seconda Guerra Mondiale.

Rappresentava però una cubatura molto importante all’interno del paese e occupava uno spazio importantissimo a livello paesaggistico.

L’idea è stata quella di dare vita ad un luogo che potesse ospitare, far incontrare e far parlare della cultura di Montefiore dell’Aso.

Il Complesso conventuale raccoglie così le testimonianze di opere e autori che sono nati o hanno vissuto a Montefiore dell’Aso, artisti che da questo borgo hanno preso ispirazione per creare opere che hanno segnato la storia dell’arte italiana. Come Carlo Crivelli, artista veneziano che nel 1468 dalle coste dalmate si trasferì nelle Marche, dove rimase fino alla morte lavorando in questo territorio.

Al primo piano del Convento, in una sala in penombra è esposto parte del famoso politico con la Maddalena ammiccante, che l’artista realizzò agli inizi degli anni 1470 per la Chiesa dei frati di San Francesco a Montefiore dell’Aso.

Sono inoltre stati inseriti i linguaggi che Montefiore dell’Aso ha “parlato” nella sua storia, ovvero come si è espressa la cittadinanza di Montefiore dell’Aso nei secoli, attraverso la pittura, l’artigianato, la cinematografia. Tutti questi linguaggi sono rappresentati all’interno del convento, attraverso una serie di sezioni che raccontano un modo di esprimersi tutto italiano, fatto di tante sfumature.

Tra i personaggi che hanno lasciato un segno all’interno del paese, senza dubbio Giancarlo Basili.
Basili nasce a Montefiore dell’ Aso, parte per Roma e successivamente si trasferisce a Bologna. Scenografo pluripremiato, ha di recente ha curato la realizzazione del padiglione espositivo italiano a Shangai. È quindi un personaggio che ha lasciato un’impronta forte sia sul territorio piceno che in Italia.

Nel Polo Museale si conservano set di scene dei film più importanti degli ultimi anni, accanto a foto, bozzetti di scena di autori come Gabrielle Salvatores, Nanni Moretti, Daniele Luchetti, Marco Tullio Giordana, Carlo Mazzacurati, Gianni d’Amelio.

Ogni anno in estate il Centro di Documentazione scenografica Giancarlo Basili, ospita a Montefiore dell’Aso il Festival Sinfonie del Cinema che accoglie attori, registi, professionisti del mondo del cinema all’interno del chiostro del convento che secoli prima raccoglieva le preghiere dimesse dei frati e mendicanti.

La scenografia è anche il file rouge che accompagna il visitatore all’interno del polo museale. Dal set di “Palombella Rossa”, si passa al museo della Civiltà contadina, che in quattro scene ricostruisce in scala reale brani di vita di una civiltà ancora ben presente nelle Marche: quella rurale.

Dall’aia si passa alla casa costruita in terra e mattoni. Dalla strada dove artigiani operavano con attrezzi oggi da museo, ai campi arati per affacciarsi ancora una volta sulla incantevole Valle dell’Aso.

Montefiore dell’Aso ha un’altra caratteristica, nel suo DNA ci sono molti pittori. Questo viene raccontato da Carlo Crivelli, che nel 1960, per storie di adulterio, da Venezia arriva nelle Marche e qui trova la sua patria che lo accoglie. Fa dono dei suoi splendidi quadri con Maddalene ammiccanti e con una sensualità fuori dall’ordinario per il periodo.

Un quadro così bello come quello conservato da Montefiore dell’Aso fin dal 1500 ha ispirato moltissimi cittadini di questo piccolo paese. Un borgo di circa 2800 abitanti in cui dipingono tutti, anche il sindaco. Esiste un premio per il miglior dipinto, una tradizione che va avanti da secoli: ognuno si esprime in questa forma artistica lasciando ogni anno un quadro per la cittadinanza e quindi a memoria futura.
Anche Domenico Cantatore, artista moderno di fama nazionale, si trasferì da Milano a Montefiore per dipingere le sue albe, i suoi tramonti, momenti di un paesaggio che non finisce mai di stupire.


Antonella Nonnis



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