Gli eventi nel Piceno
Il Polo Museale di Offida
L’arte del merletto a tombolo ad Offida si tramanda di generazione in generazione, da almeno cinque secoli. Un’arte così presente che permea l’intero borgo caratterizzandolo con il tintinnio dei fuselli, prodotto da sapienti mani che girano e intrecciano fili sottili.

Si entra al castello dalla porta prossima alla rocca, realizzata dall’architetto fiorentino Baccio Pontelli nel 1450. Accanto al baluardo s’incontra il gruppo scultoreo realizzato da Aldo Sergiacomi. Tre donne, l’anziana, la giovane e una bimba che lavorano al tombolo: un monumento alla memoria di un’arte viva e produttiva qui ad Offida.

Le donne di Offida si ritrovano lungo le vie, negli slarghi protetti dal vento, in piccoli gruppi lavorano, scambiandosi poche battute quotidiane. E’ un lavoro di pazienza e attenzione, che si rinnova seguendo mode e tendenze, pur rimanendo fedele agli antichi gesti.

Le donne di Offida si sono sempre guadagnate da vivere intrecciando fili, ma la cosa più interessante è che hanno condiviso pensieri politici ed economici. Le donne di Offida, infatti, non lavoravano al tombolo solo per diletto o per passare il tempo, ma per produrre una florida economia.

S’intessevano insieme a questi fili anche storie di famiglie, storie politiche, storie sociali. Offida città del merletto nasce come una storia di donne: donne che s’incontrano, donne che lavorano, donne che costruiscono un tessuto sociale.

Anche la Piazza del Popolo, centro civico e religioso del paese, sembra essere stata realizzata a fuselli. Di lì, seguendo Corso Serpente Aureo, si arriva a Palazzo De Castellotti, residenza nobile che ospita il Polo Museale aderente alla rete Musei Piceni.

Al suo interno sono allestite le raccolte civiche del Museo delle Tradizioni Popolari, il Museo del Merletto a Tombolo, la Pinacoteca e il Museo Archeologico Guglielmo Allevi.
La visita del palazzo permette di cogliere uno spaccato storico-artistico e sociale del borgo, una sintesi per poter “riconoscere” un luogo ricco di arte e storia.

Nella sezione delle Tradizioni popolari, allestita nelle cantine dello storico palazzo, è rappresentata l’evoluzione tecnologica dell’aratro in ordine cronologico, partendo dal vecchio aratro in legno fino ad arrivare ai più moderni in ferro. Si ripercorrono le fasi di una tradizione contadina lunga 1000 anni. Furono i frati benedettini farfensi a introdurre la coltivazione della vite e dell’olio, bonificando ampie aree paludose, e proteggendo i contadini vassalli con imponenti costruzioni, come la sorprendente Santa Maria della Rocca.

La sezione è dedicata ai lavori dei campi ma non solo, a tutti quei mestieri che tradizionalmente facevano parte di questa economia, quindi il fabbro, il calzolaio, il sarto, che portavano di casa in casa la propria maestria.

La sezione delle arti e dei mestieri tradizionali racconta quindi la vita di Offida, fatta di pizzi e merletti, ma anche di buon vino, olio, e commercio del grano. Ricostruisce i percorsi evolutivi di strumenti e mestieri caratteristici della civiltà contadina, con un’impronta scientifica e didattica, studiata per una completa fruizione del percorso anche da parte dei visitatori non vedenti.

Nel borgo la sopravvivenza dei contadini e la vita dei suoi signori erano legate a numerosi mestieri, tra questi un ruolo importante è stato ed è svolto dall’arte del merletto a tombolo, vera economia delle famiglie offidane.

Al primo piano sette stanze illustrano i punti, gli attrezzi e le preziose creazioni di queste instancabili donne. Qui è esposto l’abito indossato da Naomi Campbell a Londra nel 1997 per lo stilista Antonio Berardi.

L’obiettivo dell’allestimento è conservare le atmosfere tradizionali e casalinghe del lavoro al tombolo, con colori caldi e quotidiani, linee morbide e ambienti accoglienti, propri di un luogo abitato e non di un museo.

Il Museo Archeologico, terza sezione del Polo Museale di Offida, prende il nome dall’illustre personaggio cittadino che l’ha fondato nella seconda metà dell’Ottocento: il marchese Guglielmo Allevi, Regio ispettore agli Scavi e monumenti di Offida.

Animato da una profonda passione per la storia e l’archeologia, Allevi fece, a sue spese, diversi scavi nel territorio di Offida, rinvenendo due palafitte, un’officina litica, diversi fondi di capanne, necropoli picene, sepolture e ville romane, e il tempio dell’Ophis, la divinità serpente da cui deriva il nome del paese.

Non tutti gli oggetti rivenuti dal marchese Allevi sono esposti nel Museo Archeologico di Offida: alcuni sono stati acquistati dal British Museum, altri furono richiesti a Roma e sono oggi conservati nel Museo Preistorico ed Etnografico Pigorini e nel Museo dell’Istituto di Etruscologia e Antichità Italiche dell’Università di Roma.

Nelle sale affrescate del piano nobile restano molte testimonianze di popoli antichi che vissero in questi luoghi, dando vita ad una civiltà ancora oggi gelosamente conservata dagli abitanti di Offida.

Offida offre quindi a chiunque voglia scoprirla con sentimento e partecipazione, un’invitante composizione di cultura tradizionale, passione artistica e culturale, divertimento e convivialità: la sintesi perfetta del buon vivere nel Piceno.


Antonella Nonnis



Info:
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