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Il funaio e la ruota

La produzione artigianale di corde e funi in canapa era parte di un universo affine e necessario al mondo della pesca. Il funaio, con il suo perpetuo movimento, era un elemento caratterizzante del borgo marinaro di S. Benedetto del Tronto. Principale strumento da lavoro era la classica ruota.

Filata la canapa, si iniziava la lavorazione: il filo veniva legato alla girella che si trovava su una tabella di legno sulla quale erano fissate quattro girelle di legno, fornite di un anello. Fissati i capi dei fili a ciascun anello, per filarli occorreva girare la ruota collegata alle girelle con delle sottili corde.

Col girare della ruota e delle girelle, il funaio univa i vari capi di canapa camminando all’indietro, con la canapa intorno alla vita e le mani tese in avanti a filare gli spaghi, e con l’aiuto di un pezzetto di feltro o lana cotta bagnata, preso da un vecchio cappello. Il funaio passava inoltre tra i capi un pezzo di legno cilindrico con scanalature ai lati, utile nel ritorcere i fili per formare lo spago e, successivamente, guida per il funaio nell’intreccio dei vari spaghi per formare la fune. 

La sera, spaghi o funi realizzati erano messi a bagno in acqua per pochi minuti; quindi lisciati prima con un pezzo di feltro e poi con una rete vecchia di canapa intrisa d’acqua, per dare lucentezza al prodotto, uniformare lo spessore ed eliminare l’eventuale peluria.

La mattina successiva, con pezzi di vecchie reti di canapa, i fili venivano tirati e lisciati più volte in un solo verso. Una volta asciutto, lo spago era raccolto per formare la matassa.


Laura Ricci

 

Per assistere alla lavorazione della canapa alla ruota e al telaio e degustare prodotti tipici della tradizione picena:

Fattoria “Lu Mucchiu”
Renato Ferretti
C.da Monte Renzo, 29
63039 S. Benedetto del Tronto (AP)
Tel: +39 0735 656409