Gli eventi nel Piceno
Itinerari - Torre di Palme, Porto S. Giorgio, Fermo
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Storicamente rivale di Ascoli per gli scambi commerciali marittimi e per i possedimenti territoriali, Fermo sta tornando ad essere capoluogo di nuova provincia da quando, con l’Unità d’Italia, l’ente amministrativo le venne sottratto da Ascoli.

Dopo una breve autonomia comunale che si è conclusa nel 1848, Torre di Palme, antico centro di “Palma”, compreso nell’ “Ager Palmensis” ricordato da Plinio, diviene una definitiva frazione di Fermo. Nel 1248 Federico II fa restaurare le mura del castello, passato in varie mani fino al XV e XVI secolo, quando periodi di pace permettono una riorganizzazione urbana che non subisce modifiche più tarde.

Durante la passeggiata si possono vedere la quattrocentesca chiesa di S. Agostino, con modanature in cotto (che insistono sugli altri edifici) e un polittico di V. Crivelli, l’antico palazzo Priorale, la gotica chiesa di S. Maria a Mare con affreschi frammentari e piccolo cimitero, la chiesetta dei SS. Sebastiano e Rocco che apre il balcone sul mare e sulla piana di Marina Palmense, campo di aviazione durante la Seconda Guerra Mondiale, oggi accogliente soggiorno turistico con camping attrezzati.

Superato il santuario di S. Maria a Mare, fondato intorno al Mille e in seguito ristrutturato, si raggiunge Porto S. Giorgio, l’antico porto di Fermo, sviluppatosi dopo il Trattato del 1260 che istituisce un forte legame politico e commerciale con Venezia. Fermo ha nove podestà veneti e costituisce la palestra politica per alcuni di essi che diventano dogi, tra i quali Lorenzo Tiepolo, che attrezza lo scalo portuale e lo munisce della rocca, scenografica quinta di molte manifestazioni estive, tra le quali la Festa del Doge.

Un primo ampliamento fuori le mura si ha nel XVIII secolo con il borgo marinaro, seguito da quello maggiore dell’Ottocento, quando sorgono il neoclassico teatro Comunale e la nuova chiesa di S. Giorgio con la bella Fontana della Democrazia.

Il periodo contemporaneo è segnato dal progredire, a inizi Novecento, della zona sud della marina, con alberghi, ampi giardini ed eleganti villini Liberty che determinano, accanto alla fiorente attività del settore peschereccio, l’avvio della felice stagione turistica, oggi rafforzata da strutture recettive moderne e dall’ampio porto turistico. Sul territorio diverse sono le ville storiche signorili, tra le quali si ricordano villa Clarice, villa Rosati Montanari e, nel centro storico, villa Bonaparte Pelagallo, in fase di restauro, che l’architetto Aleandri terminò nel 1829 per Girolamo Bonaparte.

Dalla chiesa di S. Giorgio, percorrendo il breve tratto di superstrada, si raggiunge Fermo, dall’impianto piramidale che ha per vertice il Girfalco, cittadella romana poi medievale del potere politico e religioso, semidistrutta nel 1446, quando il popolo caccia il tiranno Francesco Sforza. Ora vi domina isolata la trecentesca cattedrale dedicata all’Assunta, a cui, dal 1182 sono dedicati la Cavalcata e lo sfarzoso Palio.

Enclave villanoviana, città romana con le magnifiche cisterne composte da 30 vani, sede dell’omonima Marca longobarda, Fermo, “Civitas Magna”, conosce un notevole sviluppo politico ed economico che si estende su 80 castelli. I tentativi di instaurare Signorie durature sono fallimentari: celebre quello di Liverotto Euffreducci, assassinato dal duca Valentino e riportato nel “Principe” di Macchiavelli. Il XVI e XVIII secolo segnano un nuovo periodo di benessere e d’investimenti in campo edilizio e artistico.

Un eloquente riassunto della Fermo di tutti i tempi è dato dai monumenti del Corso: i fondachi, gli importanti palazzi, la torre Matteucci, le ricche chiese affrescate, il Monte di pietà. La centrale Piazza del Popolo termina con i palazzi rinascimentali dei Priori e degli Studi, sedi rispettive della pinacoteca e della storica biblioteca. A primavera si svolge una grande esposizione di prodotti enogastronomici chiamata “Tipicità”.

La casa di terra Ŕ un modulo abitativo primordiale ancora in uso in molte etnie contemporanee. Un aspetto del patrimonio diffuso e del paesaggio agrario ancora presente nella nostra regione, e a tutti gli effetti degno di essere salvaguardato. Esistono ancora significativi esempi, molti dei quali censiti e studiati, altri meno noti, come quello di Spinetoli, recuperato di recente.
La biblioteca allestita da S. Giacomo della Marca per il convento di S. Maria delle Grazie a Monteprandone Ŕ tra le pi¨ studiate collezioni francescane di libri del XV secolo. Tra i motivi di questo interesse, la buona conservazione di molti dei volumi della collezione, e la connessa disponibilitÓ di inventari e annotazioni antiche. Alcuni dei codici, precisamente 61, sono tuttora conservati a Monteprandone presso il Museo civico.