Gli eventi nel Piceno
Itinerari - Porto d'Ascoli, S. Benedetto del Tronto, Grottammare
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Il lungo tratto di costa che si snoda per chilometri da Porto d’Ascoli a S. Benedetto del Tronto, e per estensione arriva a Grottammare data la caratteristica comune, prende il nome di “Riviera delle Palme”, per la rigogliosa presenza di queste piante agili ed eleganti. Le spiagge sabbiose e il clima particolarmente mite hanno permesso sin dalla fine dell’Ottocento uno sviluppo dell’attività turistica e balneare, con un trend positivo potenziatosi nel corso degli anni.

Porto d’Ascoli, frazione di S. Benedetto del Tronto, deve il toponimo all’antico navale che nel 1245 Federico II concesse alla città di Ascoli. E’ caratterizzata da due aree principali, il quartiere Salario e la Sentina, quest’ultima posta più a sud del territorio e delimitata dal fiume Tronto, che segna anche il confine con la regione Abruzzo.

La Sentina deve la sua peculiarità al terreno acquitrinoso non antropizzato, residuo della palude dell’estuario del Tronto, bonificata alla fine del XVIII secolo insieme al fitto bosco della ‘Selva Giurata’. Tutta l’area, denominata ‘Zona umida della Sentina’ è stata di recente protetta con lo scopo di riqualificarne la particolarità ambientale, formata da dune marittime e vegetazione tipica, ostello indispensabile per gli uccelli palustri migratori.

Il quartiere Salario, nell’area intermedia, sorge su uno dei diverticoli della strada consolare Salaria che, giunta al mare, si dirigeva a nord, verso le città romane di “Cupra Maritima” e “Firmum”. Era qui che sorgeva il porto di Ascoli, a difesa del quale venne costruita l’estesa fortificazione della Sculcula, munita di sette torri minori e due principali di cui ne permane una soltanto, denominata Torre Guelfa, sulla sinistra della strada statale in direzione di S. Benedetto. Da notare un esempio di architettura militare tardo seicentesca, che risente dell’influenza spagnola, costituito dalla caserma Guelfa o dogana Pontificia, passaggio obbligato per coloro che dallo Stato pontificio si dirigevano verso il Regno di Napoli e viceversa.

San Benedetto del Tronto, fondata da antichi popoli marinari provenienti dalla costa illirica, i Liburni, è uno dei maggiori centri pescherecci nazionali, con un importante mercato ittico e un attrezzato cantiere navale. Posto in altura, il piccolo centro storico si raccoglie attorno alla chiesa di S. Benedetto Martire, edificata sui resti dell’omonima pieve risalente al X secolo. L’adiacente punto panoramico è dominato dalla quattrocentesca torre dei Gualtieri, cui funge da cornice una palazzina Liberty, sede della Curia vescovile e di un museo Diocesano. Il nuovo incasato, che dalla fine del Settecento si sviluppa in direzione del mare, conserva tracce del borgo marinaro.

Fulcro della vita cittadina e turistica è l’isola pedonale di viale Secondo Moretti, con la fontana della Rotonda e il Faro, cui fa seguito la palazzina Azzurra, simbolo degli spensierati ‘Anni Sessanta’. Poco distante si trova la zona portuale, con la bella passeggiata del molo Sud, il mercato e l’asta del pesce, il porto turistico, i musei della Civiltà marinara, delle Anfore e Ittico. Il piatto della tradizione è costituito dal Brodetto alla sambenedettese, preparato con la “muccigna”.

Riparata dai venti e ricca di acque sorgive, Grottammare coniuga il turismo balneare con una fiorente attività vivaistica, rinata dall’antica coltura di agrumi e di aranci, di cui si ha notizia sin dalla fine del 1300. Fu castello di Fermo e scalo marittimo commerciale proteso verso Venezia e la costa dalmata, soggetta a iterate incursioni saracene evocate dal cinquecentesco torrione della Battaglia, oggi sede del museo dedicato a Pericle Fazzini, lo “scultore del vento”, che a Grottammare ebbe i natali nel 1913.

Conserva un bel centro storico di impianto medievale su cui si innestano la collegiata rinascimentale di S. Lucia (sorta sulla casa natale di Sisto V) e la prospettica piazza Peretti, con il teatro dell’Arancio, le panoramiche logge, la neoclassica chiesa di S. Giovanni B., sede di un museo Diocesano.

Dopo ripetute frane, a fine Settecento sorse sulla ‘marina’ il nuovo impianto urbanistico, e un secolo dopo le industrie di trasformazione che favorirono uno sviluppo economico e il sorgere di villini Liberty sul lungomare, interamente percorso da una pista ciclabile attrezzata. Nella chiesa benedettina di S. Martino al Tesino, quest’anno, come ogni altro in cui il 1° luglio cade di domenica, si celebra la storica rievocazione della Sagra Giubilare.

La casa di terra Ŕ un modulo abitativo primordiale ancora in uso in molte etnie contemporanee. Un aspetto del patrimonio diffuso e del paesaggio agrario ancora presente nella nostra regione, e a tutti gli effetti degno di essere salvaguardato. Esistono ancora significativi esempi, molti dei quali censiti e studiati, altri meno noti, come quello di Spinetoli, recuperato di recente.
La biblioteca allestita da S. Giacomo della Marca per il convento di S. Maria delle Grazie a Monteprandone Ŕ tra le pi¨ studiate collezioni francescane di libri del XV secolo. Tra i motivi di questo interesse, la buona conservazione di molti dei volumi della collezione, e la connessa disponibilitÓ di inventari e annotazioni antiche. Alcuni dei codici, precisamente 61, sono tuttora conservati a Monteprandone presso il Museo civico.